Superato il concetto che internazionalizzare significhi solo “andare in fiera”, le aziende del FVG possono oggi contare sul Bando FVG Internazionalizzazione per strutturare un percorso di crescita solido e strategico sui mercati esteri.
Non si tratta più di iniziative isolate, ma di costruire una presenza internazionale strutturata, capace di generare opportunità commerciali continuative, rafforzare il posizionamento competitivo e sviluppare relazioni solide e durature nei mercati target, anche attraverso un’integrazione efficace degli strumenti digitali.
Questa opportunità è offerta dal Bando 2025/2026 per l’internazionalizzazione delle imprese in FVG, che sostiene progetti orientati allo sviluppo strutturato della presenza sui mercati esteri e favorisce anche percorsi di internazionalizzazione digitale.
Un’occasione che, se pianificata con metodo e visione strategica, può diventare un vero acceleratore di crescita, soprattutto quando supportata da una guida esperta come Mauro Tomè, opportunity manager e partner della rete di professionisti CCG, capace di tradurre gli obiettivi di espansione internazionale in un progetto coerente, sostenibile e finanziabile.
A chi si rivolge il Bando FVG Internazionalizzazione
Il bando supporta investimenti e attività che generano crescita internazionale senza delocalizzare l’attività svolta nel territorio regionale, valorizzando quindi la capacità produttiva e organizzativa già radicata in FVG.
Possono presentare domanda le imprese con sede di svolgimento dell’attività economica in Friuli Venezia-Giulia, iscritte e attive al Registro Imprese.
Il progetto deve riferirsi ad attività economiche svolte nella sede legale e/o in unità operative situate in FVG, dove siano stabilmente presenti personale e mezzi utilizzati per l’esercizio abituale dell’attività.
Progetti e iniziative finanziabili
Il bando sostiene progetti di internazionalizzazione (in regime de minimis) intesi come un’iniziativa o un insieme coordinato di iniziative finalizzate a rafforzare i rapporti con imprese, consumatori e istituzioni estere.
Le attività ammissibili si articolano in due grandi aree: internazionalizzazione “tradizionale” e internazionalizzazione digitale.
1) Internazionalizzazione “tradizionale”
Rientrano, in sintesi, le iniziative più direttamente collegate allo sviluppo commerciale sui mercati esteri:
- Partecipazione a fiere ed esposizioni (all’estero, oppure in Italia se la manifestazione è inclusa nell’elenco delle fiere internazionali certificate per l’anno di partecipazione).
- Attività promozionali legate alle fiere (incluso utilizzo temporaneo di uffici e sale espositive).
- Incontri business to business all’estero (ammissibile la quota di iscrizione).
- Promozione e marketing su mercati specifici (servizi pubblicitari, consulenza per strategie di vendita, PR).
- Consulenze e studi di mercato per acquisire nuove capacità e conoscenze internazionali, anche in relazione a gare e contratti internazionali.
- Tutela della proprietà intellettuale tramite servizi specialistici.
- Temporary Export Manager (TEM) e/o inserimento di personale specializzato in export management (EM).
- Scouting e sviluppo internazionale per ampliare i rapporti commerciali (ricerca di imprese/consumatori/istituzioni estere e avvio di relazioni).
2) Internazionalizzazione digitale
Il bando riconosce l’importanza della trasformazione digitale dei processi commerciali e promozionali, includendo:
- utilizzo di piattaforme digitali per eventi, fiere, iniziative promozionali, B2B e B2C;
- consulenze e studi per l’internazionalizzazione digitale e marketing digitale, inclusa la creazione/sviluppo di materiale promozionale digitale e interattivo;
- iniziative di commercio elettronico e eventi web-based (dirette streaming, videoconferenze, fiere virtuali);
- acquisizione di hardware e software (con installazione) per videoconferenza e interazione digitale nel limite massimo del 10% delle spese ammissibili complessive.
Intensità dell’agevolazione
Il Bando FVG Internazionalizzazione prevede un contributo fino al 50% della spesa ammissibile, con la possibilità per l’impresa di richiedere anche un’intensità inferiore. L’importo massimo concedibile è pari a 100.000 euro, mentre la spesa minima ammissibile è di 15.000 euro.
Quando presentare domanda e tempistiche di progetto
Le domande si presentano esclusivamente per via telematica alla Camera di Commercio territorialmente competente, nell’ambito di un’articolazione del bando su base provinciale.
La finestra di presentazione sarà aperta dal 12 febbraio 2026 al 12 maggio 2026.
Una volta ottenuta la concessione, il progetto deve essere realizzato e rendicontato entro 18 mesi dalla notifica, con possibilità di proroga motivata fino a 60 giorni (su valutazione della Camera di Commercio).
Ammissibilità delle spese
Un aspetto da evidenziare riguarda i criteri di ammissibilità delle spese. Il bando stabilisce che sono ammissibili le spese sostenute a decorrere dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello di presentazione della domanda.
Allo stesso tempo, vengono escluse diverse tipologie di costi: tra gli altri, personale, viaggi e missioni di dipendenti e soci, IVA recuperabile, servizi continuativi o periodici legati al normale funzionamento dell’impresa e spese di incasso.
Un consulente può fare la differenza?
Espandersi sui mercati esteri non è una questione di entusiasmo, ma di strategia. Un consulente specializzato in internazionalizzazione aiuta l’impresa a trasformare l’intuizione in un piano concreto: scelta dei mercati target, definizione del posizionamento, analisi di domanda e competitor, valutazione delle barriere normative e distributive.
Il risultato? Decisioni basate su dati, non su ipotesi.
Ma la strategia, da sola, non basta.
Serve un go-to-market strutturato: qualificazione dei lead, gestione dei follow-up, strumenti adeguati (CRM, materiali multilingua, listini, presentazioni), azioni coordinate nel tempo tra fiere, B2B mirati e attività digitali. Solo così l’internazionalizzazione diventa un processo continuo, strutturato e misurabile, capace di generare risultati progressivi nel tempo.
Quando il percorso è supportato da un bando, entra in gioco un ulteriore elemento chiave: la governance del progetto finanziato. Coerenza tra obiettivi e spese, corretta pianificazione di tempi e deliverable, gestione rigorosa della rendicontazione. Una struttura solida riduce i rischi e aumenta la probabilità di trasformare il contributo in risultati concreti.
In questo contesto, CCG affianca le imprese alla partecipazione al Bando FVG Internazionalizzazione con un approccio che integra strategia, metodo e continuità.
Un ruolo centrale è svolto da Mauro Tomè, opportunity manager e partner della rete di professionisti CCG, che accompagna l’azienda nella pianificazione strategica e nella redazione del progetto per l’ottenimento del finanziamento. Il suo contributo consiste nel tradurre obiettivi di crescita internazionale in un piano strutturato, sostenibile e coerente con i requisiti del bando, orientato a generare valore nel tempo.
Non si tratta solo di “ottenere un contributo”, ma di costruire un percorso capace di portare nuovi contatti qualificati, nuove opportunità commerciali e una presenza solida sui mercati esteri.
Se desideri portare il tuo brand oltre i confini nazionali con un progetto chiaro, robusto e misurabile, CCG può affiancarti passo dopo passo.
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